I segreti della fotografia in pista di Mark Sutton

I segreti della fotografia in pista di Mark Sutton

13/06/2020 Off di Redazione

Mark Sutton, storico fotografo di F1, ha risposto ad alcune nostre domande di motorsport, ma soprattutto di fotografia sportiva.

MiP: Partiamo ovviamente da questa situazione, come la stai vivendo, qual’è la tua opinione e come trascorri il tuo tempo libero?

MS: E’ ovviamente difficile da un punto di vista sportivo, nel Regno Unito è un disastro, probabilmente il governo è andato in lock down in ritardo e questo ha influenzato i nostri numeri del contagio che sono molto alti rispetto a tanti altri paesi europei, ma devo dire che il blocco ha funzionato e ora le restrizioni si stanno lentamente allenatando.

Sono stato molto impegnato da quando sono tornato da Melbourne, mi sono prima di tutto autoisolato per una settimana per non rischiare un eventuale contagio della mia famiglia; da allora ho sistemato tutte le mie cose di 35 anni di carriera, trovando cose incredibili che nemmeno mi ricordavo di avere e ho anche iniziato a lavorare in giardino, come non ho mai fatto prima, dato che non sono mai stato a casa per così tanto tempo in passato!

Devo dire che per me è stato rilassante e piacevole, ho ricaricato le batterie e sono pronto a ritornare in pista con la F1, spero di partecipare alle gare in Austria e Silverstone, ma al momento non ho ancora notizie per quanto riguarda i media alle gare.

MiP: Eri in Australia quando la F1 ha deciso di non correre, puoi dirci cosa è successo in quei momenti e di quando ti sei reso conto che non si sarebbe corso? Avevi paura di essere lì senza in un momento nel quale nessuno sapeva ancora bene cosa fosse questo virus? CHe sensazioni sei riuscito a carpire dai piloti?

MS: Ho partecipato ai 2 giorni di test a Jerez in febbraio e già lì le persone non si stringevano la mano, solamente saluti con il gomito e si cercava di stare distanti uno dall’altro, poichè i team italiani avevano già problemi in patria e in SPagna il numero dei contagi stava iniziando ad aumentare, ma sono comunque riuscito a tornare a casa senza problemi.

Sono partito per l’ Australia senza pensarci, ho normalmente ritirato il mio pass annuale 2020 il martedì e sono andato subito in circuito per scattare alcune foto del trasporto merci con DHL, mio cliente da molti anni, ho visto Charles LeClerc con la ragazza e ho scattato alcune foto a loro due…insomma un ottimo inizio della settimana!

Il mercoledì di nuovo altri scatti del montaggio nel paddock e alcune foto a Bottas sulla nuova bici Mercedes e di altri piloti a piedi lungo il tracciato e ai box delle vetture; il giovedì è stato un normale giorno di weekend di gara, dalle 12.00 alle 14.30 interviste e foto con i piloti, mentre alle 15.00 conferenza stampa. Già dal giovedì tutti i team hanno messo fuori dalle hospitality i disinfettanti e già si capiva che se si fosse trovata una persona contagiata sarebbe stata davvero un grosso problema, già Hamilton in conferenza stampa è stato ben chiaro dichiarando “Cash is King” per esprimere il suo pensiero su come il denaro la faccia da padrone nel nostro mondo.

Il venerdì mattina, io e i miei colleghi abbiamo deciso di recarci al circuito molto presto dopo aver saputo che un membro della McLaren era risultato positivo al Covid e che era stata presa la decisione di non correre, così da riuscire a coprire al meglio questa vicenda, con grande confusione sia tra i team che soprattutto nel pubblico che attendeva una conferma ufficiale, dopo che il governatore di Vitoria aveva ipotizzato una gara senza spettatori, scatenando le ire di quest’ultimi che contestavano con pollice verso e grida, obbligando l’intervento della polizia per contenerli e far rispettare la distanza e l’uso delle mascherine.

Molte persone sono giunte anche dall’Europa e si trovavano chiusi fuori dal circuito senza avere alcuna informazione da parte dell’organizzatore e quando uno steward ha detto loro della cancellazione dell’evento si sono arrabbiati fuori dal circuito, costretti ad andarsene.

Alle 11.30 sono tornato all’interno del paddock per sentire la conferenza stampa di tutti i team, poi sono tornato in hotel e fortunatamente ho trovato un volo di ritorno ad un buon prezzo.

MiP: Pensi che, con la prima gara ormai alle porte, ma la pandemia ancora in atto, la F1 riesca a rispettare il nuovo calendario e correre a Luglio?

MS: Sicuramente penso si possa correre a Luglio, va bene ricominciare senza pubblico, sperando di chiudere la stagione, magari in Asia, con gli spettatori presenti, con la speranza di trovare in questo lasso di tempo un vaccino.

MiP: Pensi che questa situazione possa influire su alcuni team minori nella stagione 2020, ma ancor di più in quella 2021?

MS: Penso che per quest’anno non ci saranno problemi dato che i team riceveranno ancora i soldi da Liberty Media e le auto 2020 con il cambio di regolamento dureranno 2 anni, mantenendo lo stesso telaio in modo da risparmiare sul budget che inizierà con circa 160-175 milioni di $, per poi scendere a 145 e in alcuni casi a 120, quindi per forza di cose i team dovranno ridurre costi e personale.

MiP: Parliamo ora in particolare della tua professione, la fotografia in pista è per te in questo momento più passione o più lavoro? Com’è iniziato tutto?

MS: Sicuramente è un lavoro , ma anche una grande passione, fin da quando ero ragazzino con mio padre che mi portava alle gare a Oulton Park vicino a Manchester, oltre ogni anno ad andare al GP di Gran Bretagna, alla 24 ore di Le Mans e ad alcuni GP europei durante l’estate come vacanze. Ho iniziato a scattare foto a 18 anni proprio a Oulton Park per la Formula 3 in un duello Senna Vs. Brundle, che si sono schiantati proprio di fronte a me e ho avuto la fortuna di scattare la foto, senza però una raffica, non avendo il materiale adatto, ma una foto in bianco e nero, ma già da quello scatto ho capito che quello sarebbe stato il mio lavoro dei sogni!

Dopo quella gara ho scattato ad altre competizioni minori, fino al 1984 quando sono stato accreditato per il GP di Gran Breatagna a Brands Hatch, poi un anno dopo insieme a mio fratello abbiamo fondato l’ agenzia Sutton Photographic.

MiP: Quale pensi sia la pista migliore dove scattare foto e perchè?

MS: Monaco è la mia pista preferita, dato che sei così vicino alle macchine e hai sfondi incredibili ovunque tu scatti, ci sono un sacco di immagini straordinarie e opportunità per creare foto incredibili; alla sera la pista si apre alla gente e ci sono party ovunque sugli yacht o negli hotel che si affacciano sul tracciato ed è così per 5 notti consecutive, l’atmosfera è incredibile!

Spesso la data della gara è a ridosso del festival di Cannes, così molti VIP e attori sono invitati la domenica della gara ed è incredibile vedere così tante star di Hollywood nel paddock e in griglia prima della partenza.

MiP: Ci occupiamo di Monza, dal punto di vista del fotografo cosa pensi di questa pista? E come appassionato di motorsport?

MS: Monza è un classico del calendario della F1 e più in generale del motorsport, con tante gare storiche che sono state corse qui; il nuovo podio che è stato costruito, un’idea molto semplice a voler guardare, è diventato un simbolo del dopogara, così come lo è lo stadio Fora Sol in Messico, con i tifosi che possono arrivare vicino ai piloti premiati e far sentire il loro calore.

Solitamente la partenza la fotografo dall’uscita della parabolica, fino a risalire pian piano, con i tifosi che solo qui continuano a gridarmi “foto, foto” e così mi sento parte dei fan accalcati sulle tribune, gli scatto qualche immagine e li rendo felici dopo che mi applaudono!

MiP: C’è una particolare curva dove preferisci scattare a Monza e perchè?

MS: La torretta all’ingresso della parabolica è fantastica, è limitata a soli 10 fotografi per sessione e regala immagini classiche e storiche, da 40 anni si può scattare da questa posizioni e le immagini sono inconfondibili, con le macchine che ti passano sotto , puoi sentire lo spostamento dell’aria e il calore dei tifosi vicino dietro la rete, è fantastico avere una posizione così privilegiata per i fotografi!

MiP: Qualche suggerimento e/o segreto che puoi dirci per scattare in pista, sia dagli spalti che dalla pista?

MS: Penso che dopo 35 anni di carriera posso dire che sia tutta una questione di preparativi, il giovedì faccio sempre una passeggiata in pista o addirittura il mercoledì se il tracciato è nuovo, per controllare le postazioni, la luce, l’obiettivo necessario… questo è molto importante per cercare di capire dove andare a posizionarsi in ogni sessione per ottenere le foto migliori, stabilire quanti angoli poter scattare, se potrebbe esserci o no un incidente, oltre a immagini del paddock e della pit lane, per avere un quadro d’insieme completo.

Lo stesso vale per la gara, devi cercare di ottenere il massimo da poco meno di 2 ore di evento, pensare alla griglia, la partenza, i giri in gara, il finale, la bandiera a scacchi, i team, il parco chiuso, il prodotto finale è la somma di tutto questo!

MiP: Che consiglio ti senti di dare a un giovane fotografo che vuole percorrere i tuoi passi?

MS: Inizierei dalle formule minori, anche a livello locale, compreso motocross o karting, dove è più facile ottenere i pass fotografi, oltre che l’ambiente è più rilassato e i piloti vogliono essere fotografati per avere visibilità e pubblicità attraverso i social media e la stampa. Consiglio anche di andare a fiere ed eventi automobilistici, non per forza gare in pista, per imparare e sperimentare messa a fuoco e prondità, personalmente ho scattato anche alle gare di nuoto di mio figlio dai 10 ai 17 anni, ottenendo immagini straordinarie, ogni occasione è ottima per iniziare e migliorare!

MiP: Grazie dei consigli e complimenti per il tuo lavoro!