Domenica 22 Maggio – Il prossimo Weekend torna in pista il Gt world challenge Europe è quale miglior occasione per incontrare uno dei protagonisti indiscussi del Campionato, Andrea Caldarelli, pilota e team principal di Orange1 FFF Racing, che dopo la sfortunata prova di Monza è in cerca di riscatto al Paul Ricard.

MiP: Partiamo dal weekend di Monza, iniziato molto bene, ma purtroppo concluso malamente, cosa ci puoi dire?
AC:
Il fine settimana di Monza del GT World Challenge Europe è stato sicuramente al di sotto delle aspettative in quanto a risultato finale, ma ci sono molti elementi di cui essere contenti. La squadra è in continua evoluzione al suo interno, ed abbiamo visto che il piano di lavoro scelto funziona. Il potenziale dei piloti credo sia il più alto della griglia di partenza, e la pole position lo dimostra. In gara abbiamo avuto un inconveniente, ma nelle serie Endurance bisogna sempre mettere in conto che qualcosa non vada secondo i piani. Non ci siamo però abbattuti ed il potenziale espresso penso sia molto buono.

MiP: Prospettive personali e a livello di team per la stagione?
AC: Ho vari progetti con Lamborghini ed ovviamente l’obiettivo è quello di essere sempre il più performanti possibili a seconda delle situazioni in cui siamo calati. Come squadra, conosciamo bene le sfide del GT World Challenge che abbiamo già conquistato insieme a Lamborghini Squadra Corse ed Orange1 Racing. Il 2020 ci ha costretti ad abortire l’Intercontinental GT Challenge, dove vogliamo conquistare i primi punti della nostra storia. E poi c’è la scommessa NLS dove sviluppiamo gli pneumatici di Hankook, un piacere enorme, ma anche una grande responsabilità

MiP: Siete un team italiano composto da piloti italiani con vettura italiana, possiamo considerarla la vostra forza?
AC: La squadra in realtà è cinese, il nostro proprietario, Mr.Fu è cinese e gli investimenti maggiori arrivano dalla Cina. Lui però è un cinese atipico, molto italiano nella sua passione per il mondo dei motori e per l’eccellenza del Made in Italy, non è un​ caso che per il nostro progetto abbiamo scelto di legarci a Lamborghini Squadra Corse.

MiP: Chi secondo te tra di voi è il pilota più veloce?
AC: Nel caso dell’equipaggio della #63 abbiamo dimostrato di essere tutti estremamente veloci. La nostra forza però credo non sia nel singolo risultato della qualifica o del giro singolo, quanto nella consistenza che riusciamo ad avere nel nostro stint e nella capacità di comunicare tra noi. Io e Marco abbiamo vinto il titolo nel 2019, con Mirko è successo nel 2017. Non sono cose che succedono per caso, abbiamo lavorato duramente per riuscirci e spero che i risultati possano arrivare al più presto. In questo poi va detto che la concorrenza non è certo di basso livello, se considerate che il titolo di due anni fa è arrivato uno a pari punti e l’altro solo nell’ultima ora dell’ultima gara a Barcellona.

MiP: Ci occupiamo principalmente di Monza, come consideri questo tracciato, considerando che è la pista di casa?
AC: Monza è un circuito affascinante, il più veloce dell’intero calendario, ma allo stesso tempo è un circuito a cui devi portare rispetto, è una pista che non perdona gli errori e dove devi essere sempre perfetto. La scia è un fattore importantissimo in qualifica, ed in gara la gestione dei sorpassi e dei doppiaggi è cruciale. Quest’anno a complicare le cose è arrivata la pioggia che ha sicuramente reso la gara più spettacolare

MiP: Hai un aneddoto, un ricordo particolare legato a questa pista?
AC: Dal punto di vista sportivo sicuramente la vittoria del 2017 al debutto con Lamborghini. Ma anche il terzo posto conquistato in Formula 3 nel 2010 con cui ho potuto guidare la Ferrari F1 conquistando il miglior tempo. Pochi giorni prima, correvo con Prema in quella stagione, andai in aeroporto per portare in circuito il mio compagno, Nicolas Marroc. A Linate si ruppe il cambio del pulmino e tornammo in circuito sul carroattrezzi. Fu un modo molto particolare di iniziare il week-end.

MiP: Grazie mille e buon proseguimento di stagione.