Bruno Giacomelli alla presentazione del libro “La congiura degli innocenti”

Bruno Giacomelli alla presentazione del libro “La congiura degli innocenti”

28/10/2019 0 di Redazione

Negli scorsi giorni, nella bella cornice della sala polivalente del Centro Civico Agorà di Arese, si è svolta la presentazione del nuovo libro edito da Giorgio Nada Editore dal titolo “La congiura degli innocenti. Dalla Brabham-Alfa alla Alfa-Alfa” con la presenza dell’autore Luca Dal Monte e dell’ex pilota di Formula 1 Bruno Giacomelli, tra i protagonisti del volume.

Il libro è stato il pretesto per ricordare gli anni dell’Alfa Romeo in Formula 1, con al volante proprio Giacomelli, conosciuto in terra britannica con lo pseudonimo di Jack O’ Malley, in un periodo di crisi per la casa di Arese, con una vettura interamente costruita dall’Autodelta a Settimo Milanese, la cosiddetta Alfa-Alfa e degli attriti tra Bernie Ecclestone e l’ingegnere Carlo Chiti.

Da una parte c’erano gli inglesi, che volevano avere l’esclusiva del motore Alfa, dall’altra gli italiani, cosa che creò la nascita di due macchine, la Brabham-Alfa e la Alfa-Alfa, con rispettivamente Niki Lauda e John Watson al volante della vettura inglese e Bruno Giacomelli per quella made in Italy.

«Dopo una biografia di mille pagine dedicata a un grande italiano del Novecento», afferma Dal Monte, «non era facile scegliere un argomento con il quale ripresentarmi ai lettori. Ma ricordavo bene, per averlo vissuto da appassionato, il difficile e contrastato ritorno in Formula Uno dell’Alfa Romeo nella seconda metà degli anni Settanta. Così ho iniziato a fare ricerche e a intervistare i protagonisti di quella straordinaria avventura e poco alla volta ho capito che un libro su quel periodo incredibilmente travagliato in cui l’Alfa Romeo, tra mille difficoltà, riesce nel proprio intento e conquista l’ammirazione del mondo, poteva essere il degno seguito del racconto della vita di Enzo Ferrari. Per tanti motivi», continua Dal Monte, «LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI è la storia di un altro grande successo dell’imprenditorialità e del genio italiani, che non si fermano davanti a nulla e arrivano dove si prefiggono di arrivare, costi quel che costi.»