La presentazione del Gran premio d’Italia di Formula 1 2020 a palazzo della Regione Lombardia

La presentazione del Gran premio d’Italia di Formula 1 2020 a palazzo della Regione Lombardia

27/08/2020 Off di Redazione

Si è appena conclusa la presentazione del Gran Premio d’Italia 2020 presso il palazzo della Regione Lombardia a Milano, che abbiamo purtroppo potuto seguire solamente in streaming poichè nonostante la richiesta fatta per tempo, non siamo stati accreditati per seguire l’evento da parte dell’Autodromo di Monza e avremmo voluto seguirlo in modo più appropriato, come sempre cerchiamo di fare.

Ad aprire la presentazione è statto Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, che si è detto rammaricato della mancanza del pubblico nel weekend, chiedendo scusa ai 110.000 spettatori presenti nel 2019 alle 33.000 persone che avevano già acquistato in prevendita il biglietto per il 2020.

Nonostante l’assenza di pubblico, Damiani ha sottolineato come 250 infermieri e medici assisteranno sul rettilineo di partenza alla gara di domenica ed evidenzia come l’Italia sia l’unica nazione che nel 2020 potrà vantare 3 Gran Premi di Formula 1 e ACI ha pensato di realizzare un trofeo dedicato al pilota che nelle tre tappe italiane riuscirà a guadagnare più punti in classifica.

“Purtroppo – ha proseguito Damiani – avevamo in programma di iniziare i lavori di ammodernamento dell’ Autodromo dopo il Gp 2020, ma tutto è rimandato a dopo l’edizione 2021, con tempi strettissimi, poichè Monza merita di festeggiare al meglio il compleanno dei 100 anni nel 2022 e per questo dobbiamo realizzare i lavori minimi indispensabili e per fare ciò abbiamo bisogno, oltre del sostegno della Regione Lombardia, anche di quello del governo, dello Stato, così come è stato fatto anche per altri sport”.

Dopo il presidente ACI, ha preso la parola Giovanni Malagò, presidente CONI, alla prima uscita pubblica “dopo le vacanze”, che ha ringraziato il presidente della Regione Lombardia Fontana, il sindaco di Monza Allevi e lo stesso Damiani, sottolineando come il circuito di Monza sia una parte importante nello sport italiano, non solo nel mondo del motorsport e che Monza nel 2020 fa da apripista alla stagione sportiva italiana dei grandi eventi.

Alle parole di Malagò sono seguite quelle di Geronimo La Russa, presidente di ACI Milano, che inizia sottolineando che a breve in Largo Ascari a Milano sarà inaugurato e presentato un monumento dedicato proprio al grande pilota milanese.

“Tutte le manifestazioni correlate al Gran Premio di Monza quest’anno mancheranno, ma sicuramente torneranno nel 2021 e non voglio che augurare un Gran Premio d’Italia che ci sarà e non sarà altro che un inizio e non un arrivo.”

“Monza fa da apripista, fino al 30 di Giugno abbiamo creduto di farlo a porte aperte, ma in quella giornata abbiamo avuto la conferma che non era possibile – afferma Giuseppe Redaelli, presidente SIAS – e i protocolli di Formula 1 sono molto molto rigidi. La nostra speranza era di aprire perchè volevamo rispettare gli spettatori, 33.000 persone in quel momento avevano già comprato il biglietto, record assoluto in prevendita, oltre che i 200 milioni di indotto che la gara porta al territorio; ciò nonostante abbiamo ottenuto da alcuni team e piloti in collaborazione con il comitato Maria Letizia Verga la possibilità per alcuni bambini malati di incontrare in conference call alcuni piloti e ottenere degli autografi per loro.

Ci sarà inoltre l’iniziativa benefica “Face for fun” che al costo di 40 € permetterà ai tifosi di realizzare una immagine cartonata che verrà messa sulla tribuna centrale durante la 3 giorni di gara e l’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza a 3 associazioni, con le spese vive a carico completo di ACI Milano, così da poter devolvere l’intera somma raccolta.

Per quanto riguarda l’inno nazionale sto aspettando a ore la conferma che potremo avere la fanfara del Coro degli Alpini la domenica in griglia.”

Dario Allevi, sindaco di Monza, ha aggiunto che Monza è stata fortemente colpita dal Covid19, con l’ospedale San Gerardo è arrivato ad avere 600 ricoverati a causa del virus, ma si è comunque riusciti a organizzare il Gran Premio d’Italia, sottolineando come con 3 gare nel nostro paese l’ Italia si identifica come il paese dei motori e Monza fa da apripista.

” Il circuito di Monza è apprezzato, invidiato, considerato e amato, questi i 4 aggettivi che tutti noi abbiamo a cuore e che ci permettono di essere qui a presentare questa gara un pò anomala, ma frutto di un grande gioco di squadra, che senza l’ aiuto della Regione Lombardia non sarebbe stato possibile. Sappiamo che da gennaio avremmo dovuto iniziare i lavori programmati, il lockdown ha fermato e rallentato questi lavori, ma se arrivassero dal governo alcune procedure di urgenza potremmo correre ancora più velocemente come le monoposto di Formula 1 e mi auguro che il governo accolga questo invito.”

” Per quanto riguarda la sicurezza abbiamo fatto tanti incontri per affrontare questo Gran Premio anomalo a porte chiuse che sono certo darà i tanto attesi risultati, garantendo lo svolgimento della gara nelle migliori condizioni possibili; il parco nei 3 giorni di gara rimarrà a aperto, con le eccezioni di Porta Vedano e Santa Maria delle Selve che saranno chiusi al pubblico, oltre che sarà istituito un cordone di forze dell’ordine che impedirà eventuali tentativi di ingresso in autodromo.”

Chiude la presentazione Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, ” è un Gran Premio diverso, ma la gioia dev’essere altrettanto grande perchè è la prova della ripresa che vogliamo avere, perchè organizzare un evento come il Gran Premio di Formula 1, nonostante l’assenza di pubblico, è la dimostrazione della voglia di ripartire e sarà la base per la riapertura delle strutture sportive al pubblico. Ad un certo punto sembrava impensabile realizzare il Gran Premio, ma è stato fatto, dobbiamo guardare al futuro in serenità, convivendo con il virus fino a quando non ci sarà il vaccino, la paura e l’angoscia non portano da nessuna parte. Bisogna cercare di rendere più facile la vita in questo paese, ridurre la burocrazia, se si vuole ridare spazio allo sport dobbiamo ripartire dalla semplificazione, sottrarre al lavoro tempo perso per le procedure inutili, come Regione andremo ad approvare una normativa che andrà in questa direzione.”

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