Nella giornata di oggi è scomparso Romolo Tavoni, ingegnere modenesea, all’età di 94 anni.

Il nativo di Casinalbo di Formigine venne assunto nel 1950 come segretario direttamente da Enzo Ferrari dopo un colloquio durato più di mezz’ora nella quale il Drake volle sapere tutto di questo ragazzo, che con il passare degli anni divenne sempre più una figura importante all’interno della fabbrica di Maranello, fino a ricoprire la carica di direttore sportivo, contribuendo in maniera determinante ai successi di quel tempo del cavallino rampante in tutto il mondo, fino a quando, all’improvviso, venne licenziato dallo stesso Ferrari nel 1961, nonostante sia stato una figura importante al fianco del “grande vecchio” subito nei momenti successivi la scomparsa dell’amato figlio Dino.

Chiusa la parentesi in Ferrari, Tavoni lavorò con l’ATS dell’ingegner Chiti e nel 1964 divenne direttore dell’ Autodromo Nazionale di Monza, carica che ricoprì fino al 1990.

E’ proprio nell’impianto monzese che l’ingegnere divenne per tutti conosciuto come “lo zio”, per il suo carattere, a volte burbero a volte educativo, ma con sempre quella voglia e passione per i motori che lo hanno contraddistinto.

Durante i suoi 25 anni di incarico a Monza, Tavoni ebbe la lungimiranza di ideare, insieme a Luigi Bertet, allora presidente di ACI Milano, la Formula Monza, categoria cadetta con motore Fiat della 500 e telaio libero, che negli anni è servita come palestra per i giovani talenti, uno su tutto il futuro ferrarista e mai dimenticato Michele Alboreto.

Romolo Tavoni lasciò l’incarico di direttore dell’ Autodromo Nazionale di Monza nel 1990 e dopo la sua ultima gara i commissari gli regalarono simbolicamente la bandiera a scacchi firmata da tutti; egli rimase comunque sempre legato al mondo dei motori e di Monza, da appassionato e curioso, sempre informato fino all’ultimo del mondo delle corse.

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